Storia di una SFOGLIATELLA.

Mi presento:
Sono nata nel 600… Ad Amalfi in un convento.
Sono figlia di una suora… pasticciona…
Niente panico…Nessuno scandalo, non sono un Highlander… Voglio solo raccontarvi la mia storia…
Diario di una Sfogliatella…
Sono un dolce tipicamente partenopeo…
Nasco in un monastero, dalla fantasia di una suora addetta alla cucina, quel giorno si rese conto che le era avanzata un po di semola cotta nel latte, di buttarla via nemmeno ci pensava.
Fu così che ispirata “dall’Alto” la cuoca ci buttò dentro un pò di frutta secca, di zucchero e di liquore al limone,”Potrebbe essere un ripieno” si disse…
Ma cosa poteva metterci sopra e sotto?Preparò allora due sfoglie di pasta aggiungendovi strutto e vino bianco…e ci sistemò in mezzo il ripieno.
Poi siccome anche in un convento l occhio vuole la sua parte…sollevò un pò la sfoglia superiore, dandole la forma di un cappuccio di monaco, e infornò il tutto.
La Madre Superiora sulle prime fiutò il dolce appena sfornato, poi subito dopo fiutò l’affare; con quest’invenzione benedetta si poteva fare del bene sia ai contadini della zona, sia alle casse del convento.
A questo dolce venne dato il nome della Santa a cui era dedicato il convento, Santarosa.
La divina provvidenza è un po come la dieta, funziona, ma non bisogna darle fretta.
La Santarosa ci mise circa centocinquanta anni per percorrere i 60 km tra Amalfi e Napoli.
Qui arrivò ai primi dell 800 per merito di un Oste Pasquale Pintauro.
Lo so…. I napoletani staranno gridando allo scandalo, Pintauro è un pasticcere non è un Oste…mmmmm invece nei giorni di cui stiamo parlando era effettivamente un oste, con bottega in via Toledo, proprio di fronte a Santa Brigida. Che rimase un osteria fino al 1818, anno in cui Pasquale entrò in “possesso” non si sa come…della ricetta originale della Santarosa. Quell’anno ci furono due conversioni: Pintauro da oste divenne pasticcere… e la sua osteria si convertì in un laboratorio dolciario…
Pintauro non si limitò a diffondere la Santarosa: la modificò, eliminando la crema pasticcera e l amarena…e sopprimendo la protuberanza superiore a cappuccio di monaco…Era nata la “sfogliatella”!
La sua varietà più famosa è la “riccia” mantiene da allora la sua forma triangolare, a conchiglia.
Oggi la sfogliatella si può assaggiare in tutte le pasticcerie di Napoli!
Dal Web:
“So’ doje sore: ‘a riccia e a frolla. Miez’a strada, fann’a folla. Chella riccia è chiù sciarmante: veste d’oro ed è croccante, caura, doce e profumata. L’ata, ‘a frolla, è na pupata. E’ chiù tonna e chiù modesta, ma si’ a guarde, è già na festa! Quann’e ncontre ncopp’o corso t’e vulesse magnà a muorze. E sti ssore accussì belle sai chi so’? So’ ‘e
Sfugliatelle”.
PhotoArt_06242013194046
Traduco per i non partenopei:
Sono due sorelle:la riccia e la frolla.
Per la strada creano folla.
Quella riccia è più elegante: veste d oro ed è croccante, calda, dolce e profumata. L’altra, la frolla è una bambina, è più tonda e più modesta, ma se la guardi è già una festa!
Quando le incontri passeggiando sul corso le vorresti mordere… e queste sorelle cosi belle sai chi sono?
Sono le Sfogliatelle!
dolce sfogliatella
Ed io in tutto questo cosa c entro???
Perchè Sfogliatella blog???
Perché questo articolo???
Semplice…
Devo questo nome ad una Kangurina…tranquilli non sono impazzita, la Kangura in questione è una amica virtuale che ha coniato per me…visto la mia napoletanitá questo meraviglioso nick…
Non la ringrazierò mai abbastanza…
Questo nick mi sta portando molta fortuna…
Volevo condividere con voi la “Storia della sfogliatella”
Il web mi ha aiutato…il resto lo ha fatto la mia fantasia…e questo blog…
Voglio chiudere con una frase scritta che campeggia su una bottega di un pasticciere Napoletano che recita cosi:
Napule tre cose tene belle:
O mare, o Vesuvio… e “e sfugliatelle”
{Napoli tre cose ha di bello:
Il mare, il Vesuvio…e le sfogliatelle}

*Sfogliatella*

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25 pensieri su “Storia di una SFOGLIATELLA.

  1. Interessante, ti seguirò! Certo, dopo aver letto la tua (sacrosanta!) nota sul diritto d’autore, se per caso pensassi di riportare qualche tua poesia sul mio blog vorrò la tua autorizzazione su carta intestata con firma autenticata… 🙂
    Ciao e complimenti!

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  2. C’è stato un periodo nel quale ho lavorato poco fuori Siena, lì vicino c’era un insospettabile benzinaio con annesso fast-food, il gestore e la sua famiglia – credo casertani – realizzavano sfogliatelle che ancora rimpiango.
    Ora quel posto è chiuso, loro si son trasferiti più in “centro” ed io, che comunque non lavoro più in quella regione, sono senza le mie sfogliatelle…!
    😉
    Ok qui vicino casa ho il maestro della torta della nonna… Mi accontento.

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