Le due facce del dolore.

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Sono napoletana di nascita e amo le mie origini… anche se…Molte cose ho letto dalle cronache riguardanti la mia città, per me che ne conosco la realtà tutto è normale, sono ormai molti anni che non vivo più a Napoli, la mia famiglia vive ancora li e quando riesco vado a trovarli, godendomi la città come una turista.
Leggo sempre online il Mattino di Napoli, ma anche altri quotidiani, lo faccio per essere aggiornata, anche se a volte capita che una stessa notizia sia riportata in modi diversi, ma questo sarebbe un altro articolo.
Napoli è una carta sporca canta Pino Daniele e a nessuno gliene importa. Ho già scritto su Napoli e i napoletani, ho anche asserito che dei Napoletani non Amo la rassegnazione, detesto i “Speriamo” i “purtroppo” e tutti quei sostantivi, e aggettivi di negazione alla positività.
Ho riflettuto molto se aveva senso scrivere questo articolo, se lo state leggendo vuol dire di si, ha senso per me, ha senso per chi come me crede che il dolore sia una forma di silenzio esteriore mentre dentro ti sgretoli al rallentatore.
Scrivo del dolore più grande, quello della perdita di un figlio.
Ho voluto mettere a confronto due Mamme e il loro dolore, la mamma di Ciro, il tifoso del Napoli… e la mamma di Davide,il ragazzo ucciso durante un inseguimento con le forze dell’ordine.
Premetto che non voglio fare polemica, molto ho letto, molto è stato scritto, ho ascoltato molti commenti, al bar, in strada tutti commentano, ognuno in modo diverso…
La verità è una sola, la verità è che Ciro e Davide non ci sono più, la giustizia terrena farà il suo corso…la burocrazia riempirà gli scaffali dei tribunali di carta e polvere, i giornali e i talk show si popoleranno di tuttologi, critici, buonisti,opinionisti e religiosi…
E poi? cosa resta?
Restano le mamme, una inneggia alla non violenza, l’altra inneggia alla vendetta… e allora mi chiedo:”Il dolore ha due facce”?
Il dolore dovrebbe essere muto,
chi lo ha provato a sue spese sa che urlare non lo farà smettere, inneggiare alla vendetta con odio genera altro odio e non riporta i figli in vita!
Statue di Santi e falsi Dei non riportano alla resurrezione…
Qualcuno dice:”Bisogna perdonare” (questo però a volte è al di sopra delle possibilità umane…credo)
La vita è come un vecchio pagliaccio, ti fa ridere, ti stupisce, ti emoziona e ti fa piangere per poi farti ridere ancora ed emozionare sempre,
possiamo raccoglierne i pezzi e ricomporli in modo completamente diverso per riuscire ad affrontare il dolore e lo strazio che ti spacca in mille pezzi il cuore, ci saranno i ricordi, abiteranno nel cuore di chi piange in silenzio…
Credo nel silenzio perché ha molto più da dire, credo nella compostezza che genera dignità, credo nelle lacrime che bruciano sul viso, credo nello sguardo incredulo di chi non crede di essere sveglio, credo nella potenza di un abbraccio che consola.

Sono napoletana di nascita e amo le mie origini… anche se… a volte mi vergogno di esserlo!

Sfogliatella

Foto web 

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12 pensieri su “Le due facce del dolore.

  1. Molto bello (anche se sofferto..) ciò che hai scritto.
    Il dolore non ha differenze .il dolore accomuna
    .il resto è contorno anche se sostanziale

    In entrambi i casi c’è da porsi con molta umiltà in condizioni di capire il perché.
    Questi sono i risvolti evidenti di una società, tutta che ha perso le regole, la moralità il senso vero della vita.

    Un abbraccio
    .marta

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