L’altezza di un sogno. (L’epilogo)

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… ” Sai Anima,
ci sono parole nate per essere dette guardandosi negli occhi.
Parole partorite per perdersi nei baci,
per rimanere a metà, incompiute.
Frasi mordicchiate dalla voglia…
Ci sono parole che si perdono nella bocca tua e poi tornano nella mia,
bocca dischiusa per ridire quel verbo che non mi farai finire, impaziente.
Frasi troncate dalle mani…
Ci sono parole disposte a svenire dentro le carezze.
Restano pronte,
in attesa di un attimo vuoto di passione, coricate.
Sai,
ci sono parole che perdo apposta nel tuo corpo.
Mi piace poi cercarle
e non trovare che il tuo corpo nudo di parole.
Frasi intercettate dalla brama…
Ci sono poi altre parole,
sfiorano la pelle da lontano
e accarezzano col suono
e svegliano i sensi
e addormentano le paure e le certezze”….
“Tu mi chiedi di raccontarmi, ma sei sicura Mariluce? Sai non vorrei annoiarti, ci vorrà del tempo, sarai costretta ad uscire a cena con me, a diventare mia amica, la mia vita è lunga e avventurosa, sei proprio sicura? “.
“Mi hai incuriosito, mi stai incuriosendo, non so per quale arcano motivo Luigi, ma sento di potermi fidare di te, voglio essere tua amica! “.
“Ti lascio il mio numero di telefono Mariluce, chiama quando ti sei sistemata e non aver timore di chiedere se hai bisogno di aiuto”.
Lo guardo mentre si allontana e un pensiero mi sfiora:
“Quando smettiamo di essere chi siamo, possiamo ritrovare noi stessi”.
“Ciao cucciola!”.
Ti abbraccio forte forte, ti guardo negli occhi lucidi di lacrime e ci rivedo tuo padre.
“Che bella che sei Tatj”.
Mi sorridi.
“Finalmente ti sei decisa a venire a Miami” .
La osservo… è diventata una donna, la vita ti cambia quando eventi importanti come il dolore ti scuotono nel profondo, non la vedevo dalla famosa sera in cui suo padre era scomparso, il dolore ci ha unite molto di più, anche se abbiamo avuto bisogno di allontanarci da Aosta, ci siamo scritte tutte le sere… come niente fosse accaduto, non abbiamo mai parlato di tuo padre, solo in questi ultimi mesi hai continuato a chiedermi di raggiungerti.
“Sono felice Mariluce di averti qui con me, mi sei mancata”.
“Anche tu cucciola mi sei mancata tanto, ti trovo in splendida forma, hai belle novità da raccontarmi?”.
“Sai sono cambiate un po di cose, ma non voglio annoiarti, quindi adesso ti sistemi e andiamo a fare un giro, ti faccio vedere dove lavoro e dove anche tu lavorerai”.
La prima settimana era volata via veloce, mi ero ambientata abbastanza bene grazie a Tatjana che mi aveva introdotta nel suo mondo, avevo saputo che aveva chiuso il rapporto con Roberto dopo cinque anni, inevitabile, i rapporti a distanza sono difficili, aveva sofferto per la mancanza, ma quando si è giovani si recupera e lei era diventata una donna splendida, recuperando la sua libertà mentale.
Lavoravo molto,il lavoro in albergo mi piaceva…
Era la sera che portava i ricordi e la malinconia, avevo preso l’abitudine di scendere in spiaggia, mi piaceva ascoltare il rumore dell’oceano, avevo ripreso a scrivere anche nel mio blog, era stata dura lo ammetto, eri tu che mi ispiravi Anima mia, quanto mi manchi!
“Allora è qui che ti nascondi? Ti va un calice di vino rosso?”.
“Ciao Luigi, ma come hai fatto a trovarmi?”.
“Non dovevi chiamarmi?”.
“Hai ragione, sono imperdonabile, ma come hai fatto a trovarmi?”.
“Per puro caso, passeggiavo sulla spiaggia”.
… “Nulla accade per caso, siamo due anime che si sono cercate e ritrovate… ”
“Tutto bene Mariluce?”.
“Si perdonami stavo solo ricordando”.
“Ti ascolto”.
E fu così che diventai anch’io oceano senza sponde, bevendo vino e lacrime riuscii a raccontare la mia storia ad un perfetto sconosciuto, che aveva il dono di apparire magicamente.
Restammo seduti a guardare l’alba sorgere, senza dire una parola, consapevoli di essere diventati amici per davvero.
Divenne un abitudine piacevole ritrovarci in spiaggia a raccontarci, e tutti i silenzi che ci accompagnavano erano anch’essi pieni di parole, mi piaceva la sua compagnia, con lui ero sincera, anche se a volte avevo la sensazione che nascondesse qualcosa.
Ero stanca di sentirmi persa…
volevo essere trovata.
Arrivò una mattina assieme ad un temporale, il bip del telefono mi aveva svegliata, dovetti leggerlo due volte quel messaggio.
… “Quante volte mi capita che chiudo gli occhi e ti immagino… ti vedo … ti sento… un pensiero costante, un’emozione continua… poi li riapro e mi rendo conto di quanto a volte sia meglio vivere che sognare… tu sei la realtà più bella di qualsiasi altro sogno… ”
Rimasi inebetita a fissare lo schermo, Tatjana era al lavoro ed ero sola in casa, mi infilai un paio di jeans una maglietta e mentre chiudevo la porta di casa chiamai Luigi.
“Ti dico che è lui, solo lui scrive cosi, mio Dio mi sembra di impazzire, tu mi credi vero?”.
Ti guardavo, ma tu guardavi fuori verso il temporale.
“Gli ho detto di non farlo, ma lui quando si tratta di te non ragiona”.
Un lampo squarciò il cielo.
“Cosa stai dicendo?”.
“Ascoltami adesso e se puoi non interrompermi”.
La verità…tutta di schiena l’ho ascoltata… non hai avuto il coraggio di guardarmi negli occhi… “Perché? Dimmi perché non hai parlato prima”.
“Mariluce ti chiedo scusa, ma non dirò altro”.
La rabbia aveva preso il posto dello stupore, lo costrinsi a girarsi e a guardarmi… rimasi sconvolta… piangeva.
“Perché Luigi non mi hai detto che tu e lui siete amici, perchè non mi hai detto che è vivo, perché? Pensavo di essere tua amica, credevo tu fossi sincero”.
“Mi ha dato questa lettera, al suo interno c’è scritto dove lo puoi trovare, non è difficile arrivarci, ti basta salire di due piani…”.
Aprii la lettera…
Amarti è semplice, e nasce dal profondo
di un’esistenza dura e spezzettata
da quando in pianto son venuto al mondo
senza sentirmi mai così accettato.
Amarti è bello, nei fiati e nei ricordi
di gesti e di parole un po’ nascoste
che fanno risuonare lunghi accordi
di melodie segrete e solo nostre.
Amarti è tutto, e riempie la mia vita
di ciò che con affanno ho perseguito
per lunghi anni, graffiando con le dita
le tracce di un destino che ha tradito.
Ti AMO.
Non aspettai l’ascensore, la porta era socchiusa, entrai, aveva smesso di piovere e
Il sole tingeva d’oro i vetri verde chiaro…
“Ciao Anima mia”.
Credetti di svenire, invece mi ritrovai tra le tue braccia, il tuo profumo mi riportò indietro nel tempo, come se mi fossi appena svegliata… come quella mattina in cui mi dicesti che andavi a fare una commissione e non sei più tornato.
“Devi avvisare Tatjana, lei sarà felice.”.
“Tatjana lo sa, stamani sono andato dove lavora, le ho chiesto di non dirti nulla, che lo avrei fatto io”.
Ti guardavo senza vederti, volevo capire, dovevo sapere.
Iniziò il tuo racconto.
Avevi scoperto che tuo fratello aveva falsificato la tua firma, commettendo degli illeciti e appropriandosi completamente dei beni lasciati da tuo padre, vendendo e gestendo male aveva subito un grosso fallimento trascinandoti a picco.
Preso dalla rabbia eravate arrivati alle mani, poi le parole di tua madre che proteggeva spudoratamente tuo fratello, ti avevano spinto realmente alla decisione di farla finita. Senza pensare ad altro sei arrivato a quel dirupo, solo la presenza di un uomo che passava di la per caso ti ha fatto desistere. Hai parlato con lui e alla fine ti ha convinto a trasferirti a Milano da lui e poi a Miami.
Per molto tempo hai pensato di essere un fallito dando ragione a tua madre, mi hai lasciato credere che fossi morto, perchè secondo te avrei trovato un altro uomo che mi avrebbe amata e che si sarebbe preso cura di me perché lo meritavo…
Luigi ti ha aiutato, con i suoi contatti e con la tua caparbietà hai raggiunto un discreto successo lavorativo ed economico. E il destino ha mescolato le carte, Luigi mi ha riconosciuta all’aeroporto di Malpensa, grazie a te che gli avevi mostrato le mie foto e regolarmente gli facevi leggere il mio blog, il resto è stato facile.
“Perché non palesarti subito?”.
“Perché volevo capire se mi amavi ancora”.
“Volevi mettermi alla prova? Tu non puoi nemmeno immaginare cosa io abbia vissuto senza di te, per non impazzire ho incominciato a parlarti come se tu fossi via per lavoro, non ti sei fidato di me, di noi”.
“So tutto Anima Mia, Luigi mi ha raccontato tutto”.
“E perché adesso ti sei mostrato? Perché adesso sei tornato? Perché mi vuoi?”.
“Perché adesso potrei perderti”.
“Spiegami per favore, mi sembra di impazzire”.
“Luigi si è innamorato di te! Me lo ha confessato, ha detto che partirà per un lungo viaggio di lavoro e di non dirti nulla”.
Rimasi seduta, la mente elaborava miliardi di informazioni, avevo bisogno di camminare. “Dove vai?”.
“Ho una commissione da fare, ci vediamo dopo”.
Mi sentivo sola, avrei dovuto toccare il cielo con un dito, solo sei mesi fa avrei dato la mia vita per rivederlo, per sentire il suo calore, rifugiarmi nel suo abbraccio… invece…
I colori del tramonto sono meravigliosi, il sole bacia il mare come un amante timido che arrossisce.
“È qui che ti sei nascosto? Vuoi un calice di vino rosso?”.
Ti giri e ciò che vedo nei tuoi occhi, non mi sconvolge più, adesso che so che mi ami.
“Ti ho nascosto sottopelle, ma lui è stato bravo a vederti e io non so mentire, preferisco tacere ma non mentire, mi sono innamorato di te quel giorno in aereo”.
“Lo so”.
Il bip del mio telefono lo interrompe: “Posati su di me, così tu porgerai le ali al vento ed io avrò il mio fiore”…
Lo leggiamo insieme, insieme guardiamo i gabbiani che cercano cibo in spiaggia.
Rispondo al messaggio:”… Sei entrato prepotentemente con il rumore di una risata nella mia vita, per poi andartene con il silenzio di un sole mai raggiunto” …
Immagino che non arriveranno più messaggi, credo lo intuisca anche Luigi, sta sorridendo.
Le stelle sopra di noi brillano come le luci di un teatro.
“Secondo te Luigi quanto è alto un sogno?”.

Sfogliatella.

Voglio ringraziare Valter per avermi dato la possibilità di usare per questo racconto, alcuni dei suoi pensieri scritti per me.
Grazie Anima Mia.

Foto web 

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5 pensieri su “L’altezza di un sogno. (L’epilogo)

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