Solo un racconto.

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Un calice di champagne per brindare ad uno sconosciuto.
Sono seduta nel buio di questa sala, osservo attraverso le vetrate le anime che passano veloci… sono protetta dal buio, vedo, spio, guardo, scruto, immagino, invento storie tutto da sola,seduta qui, con questo bicchiere che continuo a riempire… Ubriaca? no, non ancora, forse quando avrò finito la bottiglia sorrido guardando le mie scarpe appoggiate sul vassoio in bella mostra, ci fosse ancora un cameriere potrebbe servirle come piatto della serata.
Allungo le gambe su un tavolino e guardo attraverso la luce il riflesso bianco sulla pelle nuda, sembro fatta di luce, impalpabile… ma sono vera? Si devo esserlo, altrimenti non sentirei la nostalgia, la malinconia di questa sera…
Sola… unica compagnia un bicchiere, una bottiglia di champagne e questa vetrata accesa sul mondo… niente male direi…
Sento il vociare delle famiglie, una bambina chiede alla mamma se potrà dormire con lei nel lettone…
Due amici un po ubriachi raccontano di quelle due ragazze al bar, di come hanno sorriso…
Il suono di un ambulanza attutisce la fine del racconto, socchiudo gli occhi avrei bisogno di dormire, Dio solo sa quanto ne avrei bisogno.
L’abbaiare di un cane mi risveglia, accidenti mi sono spaventata, appoggio il bicchiere e decido di andare finalmente a casa, prendo le scarpe, so già che farò fatica ad infilarle, guardo la bottiglia di Bollinger, cavoli sono riuscita a finirla, mi complimento con me stessa, anche perché riesco a stare in piedi… cerco con lo sguardo la mia borsa e le chiavi per chiudere il mio ristorante e questa serata.
Il fresco della notte mi ricorda che ho un abito scollato, un brivido mi sveglia e mi fa allungare il passo, le luci e i colori sono vividi a quest’ora, la città è deserta, sto bene, il freddo aiuta la mia mente a dissipare gli effluvi dello champagne, peccato non funzioni nell anestetizzare questo vuoto profondo che sento nell’anima.
Finalmente a casa, cerco le chiavi…sento un rumore di passi, il respiro si ferma apro il portone, entro, chiudo alle mie spalle ricominciando a respirare normalmente, ho avuto paura… che stupida penso… Mi sistemo i capelli, sfilo le scarpe ed entro in casa.
Sfogliatella

Continua? Forse 🙂

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3 pensieri su “Solo un racconto.

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